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(Di orafinanza)L’Unione europea va a varare un piano ambizioso teso ad accrescere l’efficienza energetica degli edifici pubblici e residenziali nell’intero Continente. Nel giro dei prossimi dieci anni, questo programma offrirà moltissime opportunità agli investitori in vari settori, dai produttori di macchinari di riscaldamento e raffrescamento ai fornitori di materiali isolanti.

Il piano di ripresa dell’UE, reso pubblico quest’estate, ha individuato negli edifici un settore prioritario in cui investire nel tentativo di controbilanciare i danni economici causati dal Covid-19 e al contempo realizzare la transizione verde. A dare ulteriore slancio all’impegno comunitario è l’ambiziosa strategia “Ondata di ristrutturazioni” lanciata ad ottobre, che preme l’acceleratore sulle iniziative di decarbonizzazione, in parte attraverso la ristrutturazione degli edifici.

In aggiunta ai potenziali finanziamenti a livello UE, esiste la possibilità che alcuni Stati membri approntino piani di ammodernamento nazionali e che alcuni governi stanzino incentivi finanziari per promuovere la ristrutturazione degli edifici privati e residenziali. Proprio come l’Italia, che ha lanciato il Superbonus al 110%.

Gli investitori dovrebbero tenerne conto, in quanto le implicazioni positive di questa ondata di investimenti devono ancora riflettersi per intero nelle quotazioni azionarie. L’ampiezza delle politiche e degli incentivi pubblici previsti, unita all’ingente spesa pubblica, dovrebbe sfociare in cospicui flussi di investimento destinati alle ristrutturazioni edilizie, in particolare nei sistemi di riscaldamento, raffrescamento e isolamento.

Finanza

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